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Fragili Equilibri/Weak Balances

April 17, 2011

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“Fragili equilibri” è il workshop curato da Concetta Giannangeli dell’associazione Modidi, che ha riunito oggi alla Ginestra bambini e genitori di Montevarchi, sensibilizzandoli, in modo creativo, all’uso dei metalli.

Piccoli e adulti si sono ritrovati immersi da forme di alluminio, che hanno scoperto essere duttili e manipolabili.

Da questi cerchi, rettangoli, quadrati e triangoli “metallici” sono nate delle “sculture da viaggio”, scomponibili e ricombinabili.

Si è creato un mondo fantastico, abitato da oggetti mai visti; si è creato un mondo sostenibile, perché prodotto con un materiale riutilizzabile in un ciclo infinito.

“Weak balances” is the workshop curated by Concetta Giannangeli of the “Modidi” association that sensitizes kids and adults of the creative use of metals.

Children and parents find themselves submerged from ductile shapes of aluminium. From the combination of these metal circles, rectangles, squares and triangles, many travelling sculptures are created. 

A new imaginary world is born, inhabited by objects that nobody has ever seen; a world that is also sustainable, because it’s produced with an endlessly re-usable material.

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Pensare Lean/Lean thinking

April 16, 2011

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La Lean production è una pratica di produzione imprenditoriale che adotta la prospettiva del consumatore di un prodotto, piuttosto che quella del produttore. La Lean, quindi, si concentra sulle necessità del destinatario del processo di produzione.

Stefano Schiavo di Sharazad presenta un metodo della Lean, volto alla soluzione di problemi nell’organizzazione del lavoro collettivo: l’augmented action learning.

Perché action learning?  “Perché secondo la Lean, non esiste l’azione senza l’apprendimento, né è possibile l’apprendimento senza l’azione”, dice Stefano.

Questo metodo prevede il coinvolgimento decisionale e creativo dell’intero organico che compone un’impresa; in questo senso, un suo fattore fondamentale consiste nella responsabilizzazione di tutte le persone coinvolte in un processo di creazione collettiva.

Come nasce questo processo?

Dalla presentazione di un problema e dall’intento di definirlo, attraverso una serie di domande che nascono all’interno del gruppo. Le domande riflettono un atteggiamento d’apertura, di dialogo e disposto alla divergenza, che è necessario per un’azione condivisa. Le affermazioni, in questo senso, sono abolite, perché limitanti e autoreferenziali.

I partecipanti al workshop “Augmented Action learning” si cimentano proprio con questa prima fase del processo di soluzione collettiva di un problema: 2 gruppi, in ognuno dei quali un problem presenter (che presenta il problema); un coach (che coordina gli interventi dei componenti del gruppo);  un external observator (che osserva le dinamiche relazionali fra i partecipanti).

Due ore non bastano alla sperimentazione: domande su domande, da cui nascono idee su idee.

Stefano Schiavo of Sharazad presents the augmented action learning method, aiming at finding solutions for possible problems that can emerge in the collective work of a company.

The method considers the involvement of the entire staff of a company in the process of creation and and decision – making. 

Why action learning? Because, as Stefano explains, there’s no action without learning, and there’s no learning without action.

Where does this process start from?

From the presentation of a problem and the consequent attempt of defining it, through series of questions that emerges inside the group. Questions are synonymous of openness, dialogue and capacity for divergence: these are all factors that are necessary for sharing actions. Statements, in this way, are abolished, because they are limiting and autoreferential.

The “Augmented Action learning” workshop offers a taste of what this first step of the process consists of.

2 groups; in each of them a problem presenter (the one who presents a problem); a coach (that coordinates the interventions); an external observator (that observes the relational dynamics among the participants.

Two hours are not enough for this testing: from one question, many questions derive;  from one idea, many ideas grow. 

Tu sei un progetto posturale. Sei pronto?/You are a posture project. Are you ready?

April 16, 2011

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– Tu sei un progetto posturale. Sei pronto?

– Ma pronto a cosa?

– Pronto a tutto!

La mente non è sempre pronta a tutto, ma il corpo sí! Per questo ognuno di noi ha un progetto posturale, un progetto con il proprio corpo, che vale per tutta la vita.

Max Rapkin, chiroprata, aiuta le persone a prendere consapevolezza di questo progetto e a trovare un equilibrio fra i diversi muscoli del loro corpo, in modo da migliorare costantemente le sue condizioni e risolvere eventuali dolori fisici.

Grazie ad alcuni esercizi introdotti da Max, le persone scoprono che il loro corpo reagisce velocemente al semplice tocco della mano su alcuni punti, o all’assunzione immediata di una determinata posizione di un muscolo, o all’utilizzo del diaframma nel respiro.

“Il corpo parla e, a differenza della parola, non inganna mai. Bisogna sapere ascoltarlo e scoprire i mezzi che usa per comunicare con noi e rispondere ai messaggi che riceviamo da lui”.

Attraverso un’attenta lettura della postura, Max individua problemi e disagi nel corpo delle persone. Curarli è possibile, spiega il dottore, ma prima di tutto le persone devono adottare un atteggiamento di apertura verso il processo di guarigione.

– You are a postural method. Are you ready?

– But ready for what?

– Ready for everything!

Our mind is not always ready for everything, but our body is always ready! This is why everyone of us has a project with his/her own body, that is for all of his/her life.

Max Rapkin, chiropractor, helps people to become aware of their project with their own body and to find a balance among the different muscles that compose it, in order to improve it and solve possible physical pains.

Thanks to some exercises introduced by Max, people find out that their body reacts very quickly to a simple touch in a specific zone of their body, or to a certain position of one muscle.

“The body talks and never lies. We have to listen to it, discover the means that it uses to comunicate to us and find out how to respond to the messages that we receive from it”. 

Max identifies problems and pains in people’s bodies, by actively reading their posture. Treating them is possible – Max explains – but what is at stake in this process is the attitude of openness that people should adopt towards the treatment.

Ricamo contemporaneo / Contemporary needlework

April 15, 2011

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La mostra si trasforma…

Vi aspettiamo ai laboratori del 16 e del 17 aprile.

The exhibition is transformed …

We wait for you for the workshops of 16 and 17 April.

Somatext(ing)

April 7, 2011

Laboratorio a cura del Dott. Max Rapking sulla postura e su come miglorarla per il nostro benessere.

Augmented action learning

April 7, 2011

Laboratorio a cura di Sharazad counsalting sul miglioramento del lavoro di gruppo.

Fragili equilibri

April 7, 2011

Laboratorio curato dall’Associazione culturale Modidi…creare sostenibile che presenta un nuovo punto di vista sulle cose che buttiamo.